• INDUSTRIA 4.0

    FORMAT è pronta ad assistere i propri clienti alla Rivoluzione digitale “Industria 4.0”!

Negli anni 70, 80 e 90 L’italia era la «Cina d’Europa». Prezzi bassi, manodopera a basso costo, e esportazioni garantite anche dalla politica monetaria italiana. Molte di quelle aziende hanno ridotto la produzione. Moltissime hanno chiuso. Qualcuno ha delocalizzato a Est per cercare manodopera a costi ancora più bassi. Quello che restava in Italia erano (e sono) zone industriali semi desertificate.

Anno 2016. Adidas dopo 20 anni di delocalizzazione in Asia, annuncia di voler tornare a produrre in Europa. Niente più manodopera a basso costo (complice il fatto che in 20 anni il costo del lavoro si è alzato anche lì) ma robot e operai iperspecializzati. Si apre, per la prima volta concretamente lo scenario Industria 4.0.

Le rivoluzioni industriali:

XVIII secolo

Energia idroelettrica, con l’uso della forza vapore e macchine utensili.

XIX secolo

Quella dell’elettricità e della produzione in linea e nuove fonti energetiche.

XX secolo

Quella dell’automazione, elettronica e sviluppo dei mercati.

XXI secolo

Quella che stiamo vivendo: la rivoluzione digitale. “L’industria 4.0”.

“Un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa”

Cos’è Industria 4.0:

Questa “rivoluzione” riguarda:

  1. L’utilizzo dei dati come strumento per creare valore. Perché intorno ai dati si muove la potenza di calcolo delle macchine. Tutti i temi realativi ai big data, i dati aperti, IOT, cloud etc…
  2. Analytics. Ovvero, una volta raccolti i dati, come si possono effettivamente far fruttare.
  3. Rapporto-interazione uomo-macchina. Come comunichiamo con le macchine, strumenti, interfacce, linguaggi.
  4. Il ponte tra digitale e reale. La manifattura. La produzione di beni e servizi. Cioè una volta avuti i dati, analizzati, processati e resi strumento per “istruire” le macchine, l’ultimo passaggio è trovare i modi, gli strumenti per produrre i beni. E quindi stampa 3D, robot, interazioni tra macchine.

Il caso Adidas ci dice che in Asia si produrranno meno scarpe. Ma qualcuno in Europa controllerà le catene di produzione, le macchine, la loro manutenzione. Secondo una ricerca presentata World Economic Forum nei prossimi cinque anni spariranno 7 milioni di posti di lavoro, ma ne verranno creati 2. Oltre il 47% dei lavori in Europa e negli Stati Uniti sono a rischio di automazione in meno di 20 anni.
In un’intervista a StartupItalia.eu, Paul Graham ci ha raccontato la sua visione. Quando gli abbiamo chiesto il futuro del lavoro nell’epoca dei robot e dell’automazione della produzione, ha risposto.
«Io credo che il fatto che alla fine il saldo dei posti di lavoro sarà positivo, è uno schema così antico e consolidato, che l’onere della prova del contrario spetta a chiunque lo contesti. E io francamente non vedo perché dovrebbe accadere».

Cosa sta facendo l’Italia per non perdere il terreno dell’Industria 4.0:

A novembre 2015 il ministero per lo Sviluppo economico ha detto che sta lavorando ad un testo intitolato: «Industry 4.0, la via italiana per la competitività del manifatturiero». Il sottotitolo spiega meglio l’obiettivo del testo. on sottotitolo, ovvero: «Come fare della trasformazione digitale dell’industria una opportunità per la crescita e l’occupazione». In sintesi il documento individua alcune aree dove intervenire per tenere anche l’Italia al passo con una epocale trasformazione in atto.

  1. Rilanciare gli investimenti industriali in ricerca e sviluppo;
  2. Aiutare la crescita delle imprese, ovvero: piccolo non è per forza bello;
  3. Favorire le nuove imprese innovative (leggasi, startup);
  4. Definire criteri di azione condivisi a livello europeo;
  5. Cybersecurity e tutela della privacy;
  6. Migliorare le infrastrutture di rete e diffondere conoscenze approfondite sull’industria 4.0

L’ultimo atto del governo Renzi e’ proprio stato dare il via al piano Industria 4.0 che oggi e’ realta’ grazie anche alle tanto attese “linee guida dell’agenzia delle entrate “ pubblicate in data 30 marzo 2017 che esplicitano modalita’ di accesso, condizioni, requisiti e beni che possono usufruire delle agevolazioni previste.